Come lavoriamo
Rispondiamo in italiano e in inglese.
Dal primo contatto all'atto
- Il primo contatto. Ci scrive o ci telefona. Basta un recapito.
- Il primo colloquio. Al telefono, in video o in Via Torino 34, senza documenti. Alla fine le diciamo il passo successivo, oppure perché non siamo le persone giuste.
- Le carte. Titolo, tavolare o conservatoria, catasto, conformità, titolare effettivo; per chi cerca, la capacità di comprare.
- L'incarico. Scritto, prima di ogni attività. Oppure un no, con il suo perché.
- Le due chiavi. Il sì scritto di chi possiede e la verifica di chi riceve, prima di qualunque nome.
- Il tavolo. Visite, offerte, preliminare, atto, intavolazione o trascrizione.
Prima le carte. Poi i numeri. Poi il mercato.
I rischi, presto
La legge chiede al mediatore di dire alle parti ciò che sa e che può influire sull'affare (art. 1759 c.c.)1. Lo facciamo presto: un vincolo, un contratto in essere, una carta che manca si dicono al primo momento utile, non al tavolo dell'atto. Diciamo presto i rischi e tardi i nomi.
Per chi lavoriamo
Il mediatore mette in relazione le parti senza essere legato a nessuna di loro (art. 1754 c.c.)1. Quando lavoriamo su incarico di una parte sola, lo diciamo all'altra dal primo contatto.
L'antiriciclaggio
Identifichiamo entrambe le parti e il titolare effettivo, come chiede il D.Lgs. 231/20073. Lo facciamo all'inizio, non alla fine: è il motivo per cui chi possiede può fidarsi di aprire le carte.
Che cosa costa
Il primo colloquio è senza costi.
Poi vale la legge della mediazione: la provvigione spetta solo a un mediatore iscritto, e solo se l'affare si conclude per effetto del suo intervento (art. 1755 c.c.1; L. 39/1989, art. 62). Per questo le condizioni si scrivono in un incarico, sui moduli depositati in Camera di commercio, prima di ogni attività: chi ci affida qualcosa sa da subito che cosa paga e in quale caso.